Jane Austen Grand Tour a Roma: “Mansfield Park”

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Venerdì 24 novembre sarò alla Casa delle Letterature per l’ultima tappa del “Jane Austen Grand Tour” organizzato dalla Jane Austen Society of Italy (JASIT) per celebrare il bicentenario della morte della scrittrice.
Dopo gli incontri di Padova (Emma), Lecce (Ragione e sentimento), Bologna (L’abbazia di Northanger), Milano (Persuasione), Pisa (Orgoglio e pregiudizio) e Perugia (Lady Susan), sarà la volta di Roma con Mansfield Park.
Insieme a me ci sarà Nadia Terranova, scrittrice, traduttrice e janeite.

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Articolo su “Speechless”

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Sul numero 3 della rivista web “Speechless”, trovate, fra le tante altre cose, uno Speciale di quattordici pagine dedicato al bicentenario di Orgoglio e pregiudizio, con tre articoli, uno del sottoscritto e due di Gabriella Parisi (pagg.166-179).

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il sito della rivista

Austen su Shakespeare

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Jane Austen, Mansfield Park: illustrazione di C. E. Brock dal cap. 34

I do not think I have had a volume of Shakespeare in my hand before, since I was fifteen. – I once saw Henry the 8th acted. – Or I have heard of it from somebody who did – I am not certain which. But Shakespeare one gets acquainted with without knowing how. It is a part of an Englishman’s constitution. His thoughts and beauties are so spread abroad that one touches them every where, one is intimate with him by instinct. – No man of any brain can open at a good part of one of his plays without falling into the flow of his meaning immediately.”
“No doubt, one is familiar with Shakespeare in a degree,” said Edmund, “from one’s earliest years. His celebrated passages are quoted by every body; they are in half the books we open, and we all talk Shakespeare, use his similes, and describe with his descriptions;

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credo di non aver mai preso in mano un volume di Shakespeare da quando avevo quindici anni. L’Enrico VIII l’ho visto una volta a teatro. O ne ho sentito parlare da qualcuno che l’aveva visto… non ne sono sicuro. Ma Shakespeare lo si conosce anche senza sapere come. Fa parte della natura di un inglese. I suoi pensieri e le sue bellezze sono così diffusi intorno a noi che si percepiscono dappertutto; con lui si ha un rapporto intimo per istinto. Nessuno con un po’ di cervello può entrare in contatto con una parte di valore di una delle sue opere senza sentirsi immediatamente inserito nel flusso del suo pensiero.”
“Non c’è dubbio”, disse Edmund, “verso Shakespeare si avverte un certo grado di familiarità fin dall’infanzia. I suoi brani famosi sono citati da tutti; sono nella metà dei libri che apriamo, e tutti parliamo di Shakespeare, usiamo le sue similitudini e descriviamo con le sue descrizioni;

Jane Austen, Mansfield Park, cap. 34

Cronaca del faccia a faccia con Jane Austen

Siamo venuti in possesso, per vie traverse, di un prezioso documento: la copia di una lettera a Jane Austen da parte di una sua amica, una certa Serena, di cui non abbiamo trovato traccia nella biografia della nostra. Qualcuno potrà obiettare circa la sua autenticità, visto che è datata oggi, ma si sa, gli autori muoiono solo quando non c’è più nessuno che li legge, e nel caso di Jane Austen si può dire, senza tema di smentite, che sia più viva che mai.

Roma, 31 gennaio 2010

Mia carissima Jane,

ieri finalmente c’è stata la serata di cui ti ho scritto un mese fa. È stato un trattenimento assolutamente delizioso, sia grazie ai nostri ospiti (il gruppo di lettori accaniti I Libri In Testa, di cui ti ho già parlato) sia grazie al numeroso pubblico di, non arrossire ti prego, tuoi fan sfegatati.

Che emozione: un invito per una serata dedicata alla mia cara Jane nel mezzo della stagione mondana e nel centro di Roma! Mi sono imposta, come tu stessa mi hai suggerito, di non svenire e per ciò mi sono portata una boccetta di sali. E ce n’era ben donde giacché la saletta del piano superiore della storica libreria Croce era piccolissima invero per tutto il pubblico, in maggioranza donne, accorso. Ben presto ha cominciato a fare un caldo da morire. Un gentiluomo, anziano quanto basta per desiderare di differire oltremodo l’ora della sua dipartita, ha perciò chiesto di accendere l’aria condizionata e così abbiamo tutti potuto respirare.

Ho notato con disappunto che il gruppo dei Libri in Testa continua a sfoltirsi, stavolta il signor Governatori era assente, per impegni nelle Marche mi hanno detto – imperdonabile! In sua rappresentanza abbiamo avuto però la sua deliziosa moglie accompagnata dalla figliola, mascherata per il carnevale, che cresce e diventa sempre più graziosa. I restanti Libri In Testa erano i signori Brandolini, Cipollone, Ierolli e la signorina Giuliani.

L’atmosfera nella sala era elettrica, il pubblico sovraeccitato ha puntualmente e continuamente commentato quello che i Libri In Testa andavano leggendo e dicendo, ora approvando ora dissentendo vigorosamente, come quando il signor Libro In Testa Cipollone ha usato – orrore – un’edizione vecchissima di Orgoglio e Pregiudizio nella quale i nomi erano stati ingiustificatamente tradotti nella nostra lingua (figurati: Giovanna al posto di Jane, da far ridere i polli!). Immediatamente da dietro di me diverse voci hanno individuato l’edizione che lui aveva bollandola come “vecchia” e citandone numerose di più aggiornate. Ma il signor Cipollone ha avuto modo di riscattarsi, come ti dirò.

Proprio la gentildonna che mi sedeva dietro era preparatissima su di te, sui tuoi libri e sui film tratti da essi, quasi quanto il signor Libro In Testa Ierolli che, ho scoperto in questa serata, ti ha dedicato un sito internet e una traduzione delle tue deliziose opere giovanili. Il signor Ierolli ha, in virtù della sua approfondita conoscenza austeniana, tenuto banco per tutta la serata, avendo come appassionato controcanto quello della signorina Libro In Testa Giuliani, di cui poi ti dirò. Loro due hanno letto diversi brani dei tuoi romanzi, dai quali si capiva tutto il tuo affascinante stile: l’arte di scrivere con un pennellino finissimo su un quadratino di avorio, la capacità di dire tutto dando l’impressione di parlare di niente.

La signorina Libro In Testa Giuliani ha letto un brano nel quale giustamente si deploravano i fidanzamenti come inutili lungaggini, soprattutto se non finalizzati al matrimonio. Per quanto mi sia sforzata, allungando il collo a destra e a manca, non sono riuscita a capire se tali parole fossero indirizzate ad un giovanotto in particolare presente in sala. Se in futuro ne saprò di più, non mancherò certamente di aggiornarti!

Il signor Libro In Testa Brandolini ha cercato più volte di intervenire proponendo delle sue letture e riflessioni, ma con scarsi risultati. Ti dicevo del signor Cipollone. Egli si è riscattato leggendoci alla fine un brano da Emma nel quale si biasimava l’egocentrismo di chi costringe gli altri a lasciare il focolare domestico per andare a fargli visita, specialmente quando è brutto tempo – e invero ieri pioveva e faceva freddo – ma noi non abbiamo nulla da perdonare a chi ci ha donato una serata così piacevole.

Con questo penso di averti dato un’idea abbastanza chiara degli accadimenti di ieri. Ti saluto affettuosamente, la tua cara

Serena